PAOLO GIACOMETTI

Paolo Giacometti, drammaturgo nasce a Novi il 19 marzo del 1816; i genitori Francesco e Nicoletta Costa provengono dalla Liguria e prendono alloggio a palazzo Tursi, di fronte al collegio San Giorgio, all’epoca gestito dai padri somaschi. Trascorre i primi anni nella casa novese e poi si trasferisce a Genova Sturla. Chiamò Novi città fatalissima definendosi “ligure poeta” perchè all’epoca la nostra Città era incorporata con la Liguria nel Regno di Sardegna.

Giacometti scrisse commedie, discorsi vari, tragedie poesie patriottiche, drammi poesie d’occasione. La sua opera più famosa fu la "Morte Civile", dramma ispirato dal tradimento della moglie che aveva sposato diciasettenne e dalla quale si separò nel 1852. ''Morte civile" ha un notevole successo e diviene cavallo di battaglia di attori famosi dell'epoca, quali Ermete Zacconi e Novelli.

Nel 1854, viene chiamato a Gazzuolo, vicino a Mantova, per risollevare le sorti di una compagnia teatrale locale in crisi. Qui scrive il Torquato Tasso e conosce la sua futura seconda moglie.

Nel 1878, invecchiato, Giacometti torna a stabilirsi nella città natale, dove trascorre un periodo tranquillo e scrive tra l'altro “La lettera anonima”.

Ha scritto 120 lavori teatrali, alcuni dei quali ancora inediti.

Nel 1882, torna a Gazzuolo, per rivedere il borgo in cui aveva trascorso momenti felici; lì muore il 31 agosto dello stesso anno. 

È sepolto a Genova (che gli ha dedicato una via nella zona di San Fruttuoso) nel cimitero monumentale di Staglieno.

I noveri gli hanno dedicato una via e il teatro ex ILVA.