PAOLO DA NOVI

Paolo da Novi nasce a Novi nel 1440: era figlio di Giacomo Cattaneo tintore di seta e Giorgetta Pellegrini. Lui stesso continuò la tradizione di famiglia di tintori di indaco.

Divenne famoso per essere stato nominato Doge nonostante le sue origini non nobili; fu proprio per questo che venne eletto a furor di popolo, insieme ad altri sette membri, Tribuno della Plebe con il compito di sovvertire le antiche istituzioni nobiliari che all’epoca erano capeggiate dalle potenti famiglie nobili genovesi dei Fregoso e Adorno.

Venne eletto Doge di Genova il 10 Aprile del 1507; fu considerato il più ardito e pertinace rappresentante nella rivolta contro l'aristocrazia corrotta e la sudditanza del re di Francia. 

Nel suo brevissimo dogato durato appena 17 giorni cercò di promuovere riforme a favore del popolo e della pacifica convivenza; cercò di combattere l’aristocrazia corrotta e la sudditanza verso la Francia. Per risanare le casse dello stato contrasse anche un mutuo con il Banco di San Giorgio. Fu scalzato dalla scena politica a opera dei francesi e delle famiglie nobiliari che volevano riconquistare il potere: i Fieschi diffusero documenti falsi che provavano il suo tradimento alla repubblica.  

Il 10 luglio 1507, Paolo da Novi, Doge della Repubblica Genovese, dopo essere stato rinchiuso nella torre Grimaldina a Palazzo Ducale, venne decapitato nella piazza di fronte allo stesso Palazzo, squartato e ognuna delle quattro parti fu messa alle porte della città, mentre la testa fu issata su una lancia ed esposta sulla torre Grimaldina. 

Fu il primo doge ad essere giustiziato.

I novesi gli hanno dedicato una via.

Un suo basso rilievo è esposto nell'androne di Palazzo Pallavicini che per anni ha ospitato gli uffici comunali.